Il pensiero positivo che aiuta l’anima

Il concetto di yin (nero) ([ín]) e yang (bianco) ([jǎŋ]) ha origini molto antiche e deriva dalla filosofia cinese come simbolo del positivo e negativo. Per ogni oscuro esiste la luce, per ogni bianco esiste il nero. Dalla filosofia il salto è facile alla magia e il concetto di dualismo esiste anche per la stessa, esiste la magia bianca così come la parte oscura della stessa.

L’uomo è immerso quasi magicamente tra la sua dimensione spirituale ed animistica e il suo corpo, proprio quando la ricerca interiore per mezzo dell’esoterismo e del percorso di crescita si evolve al meglio che ci si trova in perfetto equilibrio. Visualizzare una sfera di luce, immaginarsi nella luce bianca e molte altre tecniche di visualizzazione sono tecniche utilizzate per la concentrazione, ed eventualmente per chi crede appunto nelle operazioni magiche come preparazione a forme di incantesimi di magia bianca, utilizzate per autoguarigione, per calmare l’ansia, e altre forme naturali di queste credenze.

Le recenti tecniche di meditazione, di visualizzazione mirata, il reiki così come altre forme che arrivano proprio dall’oriente portano un pensiero comune. Vivere in armonia con se stessi e con il mondo che ci circonda è la cosa migliore che si possa fare per raggiungere un grado di serenità e di equilibrio con se stessi e con gli altri. Moltissimi problemi vengono autogenerati a causa di pensieri ricorrentemente negativi. La forma pensiero negativa, secondo moltissimi esperti, se introiettata e vissuta con intensità crea onde energetiche negative che possono riuscire a modificare, chiaramente non nel bene, la nostra vita.

Anche se sembra un mantra piuttosto inutile ripetere a se stessi cose belle, frasi ottimistiche, premiarsi con stima e giudizio positivo tende invece a riconoscere quasi magicamente una forma altrettanto positiva. Ripetere a se stessi che le cose non vanno bene, che non funzionano, che falliamo di giorno in giorno risulterà una profezia che si autoavvera. Non discutiamo della mancanza di aderenza alla realtà, ma di un vero e proprio impulso positivista a definire la propria energia in modo pulito e felice, senza negatività aggiunte da noi stessi. Non è una ricetta di guarigione immediata, ma quello che appare certo è che ci siano forme di guarigione che partono dall’anima per poi estendersi al corpo. Una mente sana in un corpo sano, e lo spirito dove lo mettiamo? Il dualismo insito in ciascuno di noi deve restare in perfetto equilibrio per non creare dislivelli energeticamente pericolosi, non si discute solamente di malattie mentali, ma anche di tutti quei disturbi chiamati psicosomatici che possono inevitabilmente portare a una condizione di malattia vera e propria.

Ansia, insonnia, angoscia, sono tutte malattie dell’anima e molto spesso la medicina tradizionale non sa come guarirci da queste forme di disturbo, ma attraverso percorsi spirituali moltissime persone oggi riescono a farcela ed a uscire dal malessere. La meditazione ad esempio insegna come gestire gli stati d’ansia e di paura, distaccandosi dal superfluo e cercando di instillare dentro l’io più profondo e inconscio la positività. L’equilibrio tra i due elementi, i due poli opposti, non è sempre facile da gestire nemmeno per chi della meditazione e della spiritualità ne fa un credo vero e proprio, tuttavia vale la pena provarci.

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